Soroban (abaco giapponese)
Soroban? Che cos'è?

Il soroban, comunemente chiamato "Abaco giapponese", è composto da un numero dispari di colonne o aste, ognuna con delle perline: una perlina separata con valore cinque, chiamata go-dama (五玉, ごだま, "perlina quinaria"), e quattro perline dal valore uno ciascuna, chiamate ichi-dama (一玉, いちだま, "perlina unaria"). Ogni gruppo di perline in ogni fila è separato da una barra chiamata barra di conteggio. La quantità e la dimensione delle perline su ogni asta rendono un soroban a 13 aste di dimensione standard molto più compatto rispetto a un abaco cinese (o suanpan) di dimensioni standard con una capacità di calcolo comparabile.
Il numero di righe in un soroban è sempre dispari e mai inferiore a sette. I modelli più comuni generalmente hanno tredici aste, ma il numero di righe dei modelli pratici o standard può spesso salire a 17, 21 o anche 27, consentendo di calcolare cifre più numerose o rappresentare più numeri contemporaneamente. Ogni riga rappresenta una cifra, e un maggiore numero di aste permette la rappresentazione di più cifre, sia singolarmente sia durante le operazioni.
Perché scegliere un soroban?

Spesso ci viene chiesto: perché imparare il soroban? Quali sono i vantaggi?
Imparare il soroban porta numerosi benefici ai bambini:
- Aiuta a sviluppare la concentrazione e la pazienza.
- Favorisce una comprensione intuitiva dei numeri grazie alla loro rappresentazione concreta sul soroban.
- Migliora la capacità di memorizzazione del bambino.
- Rende tangibile il concetto di decimali e la progressione delle unità in decine: l'ordine di grandezza è rappresentato in modo intuitivo.
- Consente di eseguire rapidamente addizioni e sottrazioni quando i numeri sono posizionati sull'abaco.
- Promuove la fiducia nel processo di calcolo permettendone l'osservazione in azione.
- Permette al bambino di scomporre le operazioni.
- Utilizza un metodo di calcolo da sinistra a destra, facilitando stime e arrotondamenti rapidi.
- Lavorando sul sistema decimale anziché frazionario, favorisce una facile progressione verso altri sistemi numerici.
- Sviluppa il calcolo mentale, una competenza estremamente preziosa.
- Stimola il cervello destro.
- Rappresenta grandi numeri in modo semplice e accessibile.
- Dona un senso di realizzazione man mano che le abilità migliorano.
- Aiuta a sviluppare la motricità fine del bambino.
Il soroban è uno strumento di calcolo potente, ma soprattutto ha senso come strumento didattico nell’apprendimento scolastico e nell’avvicinamento alla matematica.
L’apprendimento del soroban è particolarmente indicato per i bambini della scuola primaria, dalla prima elementare fino alla quinta.
La seconda e terza elementare (CE1 e CE2) rappresentano probabilmente il periodo più ottimale per l’introduzione del soroban.
A differenza della calcolatrice, il soroban richiede una riflessione attiva da parte del bambino: offre una comprensione intuitiva delle operazioni, aiuta a memorizzare le tavole dell’addizione e della moltiplicazione. Eseguire un calcolo richiede la scomposizione dell’operazione, il che aiuta il bambino ad assimilare meglio i concetti aritmetici.
Dopo un uso prolungato del soroban, il bambino sarà in grado di fare calcoli mentali di ordine superiore in modo quasi innato. Dopo un certo tempo, le tecniche operative dell’abaco sono applicabili anche per calcoli mentali: questa pratica si chiama Anzan; il bambino che padroneggia completamente il soroban può quindi fare astrazione dello strumento e svolgere calcoli complessi a mente senza l’ausilio della calcolatrice.
La maggior parte delle operazioni matematiche sono possibili con il soroban, come addizioni, sottrazioni e persino moltiplicazioni e divisioni (se si conoscono bene le tabelline). Tuttavia, per eseguire operazioni aritmetiche che coinvolgono moltiplicazioni e divisioni sarà necessario un soroban grande (con almeno 13 colonne), soprattutto quando si utilizzano numeri decimali!
Il soroban è apprezzato da numerosi matematici per il suo ruolo educativo nell’apprendimento del calcolo elementare. Il soroban permette di praticare giochi matematici, così l’apprendimento diventa un gioco. Il soroban è sempre più popolare nella scuola primaria per l’insegnamento della matematica. È uno strumento didattico efficace che ha dimostrato la sua efficacia in molti sistemi educativi e tra milioni di bambini per imparare l’aritmetica.
Le operazioni di base (addizione e sottrazione) sono molto semplici da apprendere: in pochi minuti il tuo bambino saprà come funziona la notazione del soroban e come usarlo per effettuare calcoli. Eseguire un’addizione è infatti molto facile, e partendo dal risultato dell’addizione il processo si inverte semplicemente per effettuare una sottrazione.
Fare una moltiplicazione richiede una logica leggermente diversa, ma rimane semplice e diventa rapidamente un gioco di calcolo piacevole per il bambino.
Storia del soroban
Una caratteristica unica che distingue il soroban dal suo cugino cinese è l’assenza di 2 perline: un solo contatore quinario (invece di due) e 4 contatori unitari (invece di 5).
Il numero delle perline è identico a quello dell’abaco romano, che aveva quattro perline in basso e una in alto.
La maggior parte degli storici concorda sul fatto che le sue radici risalgano all’importazione dell’abaco cinese in Giappone attraverso la penisola coreana nel XIV secolo, quando il suanpan arrivò in Giappone col nome di soroban (con le sue perline modificate per facilitarne l’uso), presentando due perline celesti e cinque terrestri. Però il soroban non fu largamente utilizzato prima del XVII secolo, anche se venne impiegato dai mercanti giapponesi sin dalla sua introduzione.
Durante la fabbricazione del soroban, il numero delle perline iniziò a diminuire. Verso il 1850, una perlina celeste fu rimossa dalla configurazione suanpan di due perline celesti e cinque terrestri. Questa nuova configurazione giapponese coesistette col suanpan fino all’inizio dell’era Meiji, dopo la quale il suanpan cadde completamente in disuso in Giappone. Nel 1891, Irie Garyū rimosse ancora una perlina unaria, creando così la configurazione moderna di una perlina celeste e quattro perline terrestri. Questa configurazione fu reintrodotta nel 1930 e divenne popolare negli anni ’40.